Novità in libreria. Videorama di Gianfranco Tomei. Roma, la violenza e gli intrighi. Recensione di Alessandro D’Agostini.

Videorama, edito da Idrovolante edizioni è il primo romanzo di Gianfranco Tomei, già autore di diversi saggi e sceneggiature. Romanzo questo ambientato a Roma, ma soprattutto romanzo su Roma, sulla Roma di oggi ed in parte sulla Roma di sempre. La Città Eterna del resto è così definita perché molti dei suoi aspetti sia esteriori che “interiori” sono rimasti invariati nel tempo, nonostante l’apparente avvicendarsi nella sua lunga storia di regnanti, conduttori, oligarchi e forme politiche di governo di ogni specie e natura.Copertina Videorama di Gianfranco Tomei

Roma, come tutte le maggiori città della Penisola italica è fatta di luci e di ombre, ma al Nostro interessano soprattutto le ombre, il torbido, i movimenti sotterranei e magmatici che sembrano animare la città stessa. Videorama pullula di personaggi che non conoscono rettitudine o purezza d’intenti senza secondi fini. La Roma di Videorama è una città dove in certi ambienti è naturale che potere politico e malavita organizzata vadano a braccetto, dove i nobili sopravvissuti all’avvento della Repubblica siano tutt’altro che aristocratici nell’animo e nei valori, e altresì siano dediti all’intrigo ed al più bieco vizio.

Il romanzo si apre con l’immagine cinematografica di due cadaveri galleggianti in una piscina di una villa di lusso, villa dove, scopriremo nei capitoli successivi, c’era stata una festa con gente importante, festa finita poi tragicamente con la morte dei due.

Il romanzo pertanto inizia come un giallo o un noir sia nello scenario, che nei toni e nel ritmo di scrittura; uno dei due cadaveri galleggianti prende anche la parola in un monologo interiore, rendendo ancora più sinistro il suo galleggiamento di morto.

Locandina presentazione VideoramaNel libro i vari personaggi protagonisti della vicenda vengono delineati separatamente in diversi brevi capitoli, descritti in modo piuttosto razionale, o meglio diremmo “verista”, verismo che tuttavia viene poi abbandonato di colpo in modo inaspettato oltre la seconda metà del volume. L’impianto verista a quel punto lascia spazio ad altre suggestioni che fanno piombare il lettore in una realtà distorta e onirica mostrata per mezzo degli occhi dei singoli personaggi, fino a sfociare nell’horror visionario ed allucinato degli ultimi capitoli, dove la mostruosità interiore di ognuno di loro si manifesta in tutta la sua catastrofica realtà.

Tomei, come abbiamo ricordato più sopra, oltre ad essere autore di saggi di psicologia di livello universitario è anche sceneggiatore e regista di short-film. Nel suo romanzo trapela la sua formazione. Egli infatti si serve di uno sguardo sul mondo e sui caratteri in parte mutuato dalla psicologia sociale, oltre che dalla conoscenza diretta di quartieri di Roma e rispettivi frequentatori. Non mancano nel romanzo anche soluzioni narrative, citazioni e riferimenti presi dal mondo del cinema da lui amato. L’autore ben delinea e stigmatizza, in uno dei capitoli iniziali, il giovane radical chic che veste abiti fintamente casual, ma costosissimi e griffati.

Pur essendo il Tomei un cultore di Pasolini ed autore di un fortunato, quanto discusso e controverso saggio dal titolo “Il Pasolini Borghese”, più che alla Roma pasoliniana Videorama fa pensare a Moravia per come l’autore sceglie classe sociale dei personaggi e quartieri di Roma (Salario-Trieste, Eur, Appia Antica ecc.). C’è tuttavia da aggiungere che i personaggi principali della vicenda, pur essendo tutti di estrazione o di mentalità borghese, compresa la Baronessa e suo figlio, Il Principe Nero, hanno davvero poco di aristocratico. Lui violento tatuato, palestrato e sbruffone. Lei, la vecchia baronessa, violenta a sua volta nel suo cinismo di donna di mondo. Tutti e due in egual misura viziosi e spregiudicati.

La vicenda si incentra su Christian, orfano, ma al contempo appartenente alla c.d. Categoria dei “figli di papà”, perché può permettersi di fare l’università fuori corso e di lavorare per passatempo e non per reale bisogno.

Molti personaggi sono delineati in modo netto e volutamente stereotipato, come sono stereotipati i valori e gli stili di vita di quelli che Massimo Fini definì in un suo celebre saggio “gli anticonformisti di massa”, anche se lui li individuava nella società degli anni ’70, che pure una spinta innovativa l’aveva portata, mentre il romanzo del Tomei è calato nella realtà post-ideologica dei nostri anni dove il trionfo dei valori del consumismo capitalista sembra aver spazzato via ogni altra spinta individuale all’indipendenza e all’illusione di poter sfuggire all’omologazione imperante rifiutando tali valori, che ormai sono ahinoi accettati e condivisi praticamente da tutti.

Alessandro D’Agostini poeta e Gianfranco Tomei docente universitario, saggista

Molto interessante è la parte finale del libro dove le visioni allucinate e le diverse volontà in conflitto si incontrano e si scontrano, mentre la realtà si mostra ancora più assurda e mostruosa e travolge tutti avverando una sorta di minacciosa profezia esoterica che sottende tutta la storia narrata.

In conclusione aggiungiamo che Videorama punta i riflettori su di un mondo che esiste, che è il mondo attuale, un mondo che l’Autore non intende giudicare, ma che descrivendo, in qualche modo rende manifesto ed esorcizza, perché nessuno se ne stupisca più entrandovi in contatto, e ci dice che l’unico antidoto e l’unica difesa è innanzitutto conoscerlo e possibilmente, se le circostanze lo consentono, l’indole lo impone, la volontà lo permette, starne poi alla larga.

Scritto da Poeti d’Azione

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Il Movimento Poeti d’Azione esiste dal 1994 ed è stato fondato dal poeta ed attore Alessandro D’Agostini. *Seguici sui social network!* E non dimenticare di lasciare un tuo commento a questo articolo qui sotto. *Ci teniamo a conoscere la tua opinione!*

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