Serve un poeta, anzi ne servono molti!

”Io chiedo al cielo e al mondo: dite dite Chi la ridusse a tale? (…) Dove sono i tuoi figli?” (All’Italia, Giacomo Leopardi)

Immagine tratta da http://www.citador.pt/frases/citacoes/a/plutarco

Plutarco, in greco antico Πλούταρχος (Cheronea, 46 d.C./48 d.C. – Delfi, 125 d.C./127 d.C.), biografo, scrittore e filosofo greco antico.

Poeti e politica legame simbiotico pieno di concetti estrinseci ed intrinseci sviluppatisi già nell’antica Grecia a partire dai ”Consigli Politici” di Plutarco; lo scrittore, il poeta, il filosofo ha sempre dimostrato il suo attaccamento nei confronti del genere umano volto all’esaltazione dell’individuo e all’ambiente in cui si sviluppa.

Il poeta non si accontenta di osservare la natura ma vuole esserne parte integrante, non apprezza solo il contesto ma valorizza il particolare, vede il dolore e lo sconforto negli occhi di chi ha perso tutto.

Dante, D’Annunzio, Ungaretti, Quasimodo e Pascoli sono solo alcuni dei poeti che armati di penna (alcuni anche di fucile) hanno combattuto per i propri ideali, per la libertà dell’individuo, per annientare il dispiacere che risiedeva nei volti dei loro connazionali. [Read more…]

Punti Programmatici Fondamentali

Versione 1.0 – Alessandro D’Agostini

1)         I Poeti d’Azione costituiscono oggi l’unica Avanguardia esistente in Italia: avanguardia tesa all’abolizione della erronea concezione borghese dell’arte che la vuole e ne concepisce l’esistenza solo in quanto e quando questa si collochi in una nicchia ultraspecialistica e destinata a fluitori-cultori altrettanto specializzati e feticisti. [Read more…]

Poeti d’Azione. Una possibile definizione.

I Poeti d’Azione nascono nel 1994, pertanto festeggeranno nel prossimo 2014 i loro 20 anni di attività e d’esistenza. Sono stati fondati da Alessandro D’Agostini, autore che da sempre tenta strade poco battute o inedite per la diffusione della poesia.

I Poeti d’Azione diversamente da molti “praticanti” il verso, non indirizzano i propri sforzi creativi e producono le proprie opere per destinarle esclusivamente alla ristretta cerchia di cultori e intenditori, ma portano la poesia verso il pubblico che intendono scuotere e conquistare. Ritengono che l’arte debba riappropriarsi di una centralità perduta nel mondo di oggi. Il poeta per loro può e deve tornare ad avere un “ruolo sociale”, ruolo che in epoche passate possedeva. Il bardo medioevale, o il cantore di gesta erano la “coscienza” stessa della collettività, coloro che sapevano tramandare oralmente la storia di un popolo e veicolarne la grandezza e i valori intrinseci.

Il poeta Alessandro D'Agostini

Il poeta Alessandro D’Agostini

Dati tali presupposti i Poeti d’Azione, pur potendo talvolta apparire, per l’atteggiamento esteriore o la vis polemica, accostabili ad alcune delle correnti egemoni d’avanguardia del nostro ‘900, traggono linfa e sostanza nella loro “azione”, da tradizioni antichissime.

I poeti d’azione rivendicano il ruolo sociale della figura di artista e la centralità dello stesso nel contesto sociale di una comunità sana.

Rivendicano il diritto per un poeta o per un artista di vivere della propria arte. Aspirazione legittima e giusta cui tendere per realizzare nel corso della propria esistenza compiutamente la propria opera. Una comunità sociale idealmente coesa che abbia alla base valori condivisi naturalmente riconosce la legittimità e la necessità d’esistenza del poeta e dell’artista; ne riconosce altresì “il ruolo” e ne garantisce conseguentemente la sussistenza. [Read more…]