Nanni Balestrini contestato al Rave di Poesia dai Poeti d’Azione

Di seguito presentiamo il testo completo del volantino di protesta diffuso dai “Poeti d’Azione” durante la manifestazione finanziata dal Comune di Roma e organizzata dallo scrittore Nanni Balestrini “Rave di Poesia” tenutasi in Roma presso i locali dell'”ex-mattatoio” nel quartiere “Testaccio”.

Rave di Poesia, invito cartaceo.

Flayer del Rave di poesia a cura di Nanni Balestrini

Nel tentativo di far comprendere appieno chi sono o cosa intendono e vogliono sempre più arrivare ad essere i “Giovani Poeti d’Azione”, presentiamo la riproduzione fedele dei contenuti dei nostri comunicati e volantini che in numerose occasioni abbiamo distribuito, affisso, spedito, faxato, gridato alle folle attonite.

Nonostante la nostra attività di promotori e organizzatori di molteplici eventi e iniziative artistico-culturali sia stata negli anni costante, e l’esistenza del Movimento sia conosciuta e inequivocabile, i detentori del Potere Culturale con atto efferato di reiterata censura hanno fatto sempre in modo che di noi si tacesse negandoci ogni possibile confronto e libertà d’espressione.

Abbiamo – senza risultato alcuno – avanzato in infinite occasioni alle istituzioni preposte (Assessorati alla cultura Ministeri ecc.) la pretesa legittima di essere ricevuti e ascoltati per una richiesta di spazi dove poter organizzare iniziative culturali, dibattiti, reading poetici ecc. Il rifiuto, l’omissione e la censura sono stati la costante risposta del Regime e dei suoi lacchè. Non c’è rimasta allora che l’auto-organizzazione, la pubblica denuncia e l’antagonismo radicale.

La nostra esclusione è spesso però “stata presente”. Eccoci allora fare irruzione nel bel mezzo della manifestazione “Rave di Poesia” mentre lo scrittore Nanni Balestrini si faceva intervistare da Rai Tre e la manifestazione era in pieno svolgimento. Abbiamo, megafono in pugno, gridato più volte il contenuto di questo volantino fra lo stupore di parte del pubblico presente e l’indignazione degli organizzatori che volevano fare “bella figura”. Balestrini ha cercato inutilmente di fermarci e ci ha raggiunti per “rabbonirci” (ci ha persino promesso a contestazione avvenuta – senza che questa promessa abbia mai avuto un seguito sino ad oggi – che ci avrebbe ascoltati e valutati e ci ha chiesto con stupefacente candore perché lo avessimo contestato: roba da matti!) ma noi non abbiamo desistito neppure un attimo dai nostri propositi di pubblica denuncia e abbiamo distribuito il nostro volantino.

“Rave di Poesia è una delle tante fallimentari Manifestazioni organizzate a Roma con il denaro della collettività, manifestazione puramente riempitive e celebrative che di artisticamente valido e nuovo non sono capaci di proporre nulla.

Di seguito il contenuto del nostro volantino diffuso nell’occasione.

Rave di Poesia = (Falsa Libertà + Assente Democrazia) x il Regime

Mentre in epoche diverse da questa gli artisti, i poeti, gli uomini di cultura erano la coscienza critica della collettività, le sentinelle a guardia della soglia della decadenza, coloro i quali trasmettevano rivitalizzandoli i valori unitari di una comunità nazionale, ora sono soltanto l’espressione di un potere dominante monolitico e illiberale. Potere col quale non accettare di essere in rapporto gerarchico di sottomissione, significa rinunciare al successo, al denaro, al ruolo di vassalli “benestanti” di questo – benestanti, ma sempre vassalli, sempre servi… prezzolati.

Il mondo letterario in Italia si configura come una congerie di poteri tacitamente alleati e concordi, poteri che costituiscono il sostrato strutturale legittimante e perpetuante l’attuale situazione economico-politica e lo stato di indigenza spirituale e di inedia culturale del popolo.

Ciò non può essere né ignorato, né trascurato, né tantomeno negato.

La battaglia moralizzatrice contro la corruzione del mondo culturale contemporaneo, contro il così denominato “pensiero debole” e a favore del nuovo nell’arte, del rinnovamento della cultura, dell’incoraggiamento dei tanti neoautori di cui nessuno sembra interessarsi, è stata portata avanti da noi “Giovani Poeti d’Azione” con fatica e spesso scontrandosi direttamente con la falsa cultura smerciata dai gerontocrati del potere culturale ufficiale. Il circo equestre che si prefigura l’essere il “rave poetico” di questa sera, testimonia come questi signori siano quanto mai lontani dal rappresentare davvero la realtà della produzione artistica in Italia e come questi non siano assolutamente disposti a dare spazio alle espressioni artistico-culturali provenienti da gruppi indipendenti e altri, rispetto alla cancrena putrescente che è divenuta la cultura ufficiale. Tutto questo per continuare a foraggiare e concedere libertà di espressione esclusivamente alla non cultura catto-comunista. Cultura certamente “buonista” e come tale diffusa per ottundere le menti. Cultura che inquadra la vera arte fatta di innovazione, messaggi forti, coscienza critica, spirito, come una minaccia terribile al liberal-liberismo, (di destra o di sinistra che sia) alla dominante tendenza che vuole i rapporti umani siano basati sull’economicismo . Ciò è estremamente e ulteriormente grave se avallato da chi si dice o si presenta come poeta.

NANNI BALESTRINI VERGOGNA!

Tu come tanti altri sessantottini e settantasettini, figli di una contestazione vissuta spesso solo per moda, o -come ci piace credere e sperare- vissuta nel tuo caso, (allora), forse in buona fede, ma comunque da una posizione snobistica e elitaria, hai presto smesso di contestare. Ora tu assieme a tanti altri colleghi della “prima ora” rappresentate il conservatorismo più assoluto e la Reazione più tenace. Avete capito che nella tecnocrazia il potere è detenuto esclusivamente da chi ha libero accesso ai media. Accesso che negate assolutamente agli altri. Questo vale per tutto il gruppo ’63, come per i post-moraviani/pasoliniani ecc. Avete capito quale è stato l’errore della società dell’epoca dei vostri tumulti, quello di essersi fatta cogliere impreparata e avere concesso -comunque molto più democraticamente di come fate voi oggi- una qualche forma di dialettica, di aver a voi riconosciuto attraverso il costante tam-tam mediatico almeno di esistere. Lo ripetiamo: Almeno di Esistere. Oggi che il Potere Mediatico, Editoriale e Televisivo è in mano vostra, possedete un potere smisurato e senza “quasi” alcuna possibilità o meglio “esistenza” di contestazione. Gruppi che operano quotidianamente e da anni con iniziative culturali costanti e ripetute <<non devono esistere>> perché non <<sono sotto il nostro controllo>>. Quindi <<non hanno ragione di esistere>> perché << noi siamo più che sufficienti e per altri non c’è e non ci può essere posto>>.

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L’intellettuale e l’artista devono comprendere come la modernità tecnologica ponga ormai pressante il confronto fra l’elaborazione e la costruzione intellettuale del pensiero e delle opere d’arte e la necessità della diffusione e fruizione di questo. Quindi è bene preoccuparsi da una parte di delegittimare gli uomini dell’intellighenzia dimostrando la loro sudditanza e connivenza coi poteri dominanti, dall’altra farne comprendere l’assenza di valore e di valori, la vacuità culturale e nel caso artistica. L’eccessiva pubblicità fornita sempre agli stessi vecchi nomi legati a doppio giro col mondo politico e a quello dell’industria culturale e l’assenza di un ricambio generazionale nei punti chiave dove spadroneggiano le gerontocrazie culturali di sempre, lo rende evidente. Evidente e chiaro come la necessità di portare avanti il nostro progetto di risanamento moralizzatore.

Movimento “Poeti d’Azione”

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Alessandro D’Agostini

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